SI
INIZIA A SENTIR PARLARE ALCUNI PREPARATORI MOLTO IN AUGE, ANCHE
NEL NOSTRO AMBIENTE SPORTIVO, DELL’INFLUENZA DEI BIORITMI SULLA
RESA INDIVIDUALE DELLE MASSIME PRESTAZIONI. SENTIAMO ENUNCIARE,
CITARE E PARLARE… DI BIORITMI CIRCADIANI, ULTRADIANI,
CIRCALUNARI ECC. MA COSA SONO? COME E PERCHE’ INFLUISCONO SULLA
PRESTAZIONE? ABBIAMO CHIESTO, COME AL SOLITO, A FEDERICO FRAGALE
DI AIUTARCI A FAR LUCE SU UN ASPETTO POCO CHIARO E DI NON FACILE
COMPRENSIONE. NATURALMENTE, CON LA SEMPLICITA’ DI SEMPRE!
BIORITMI E KICK BOXING
Di: Federico Fragale
Sicuramente
vi saranno capitati dei periodi, in cui vi sentivate più
vulnerabili sia emotivamente che fisicamente, dove trovare la
forza e la volontà di fare qualsiasi cosa, soprattutto di
allenarsi, ci costringe a fare sforzi sovrumani. Da precedenti
articoli, la risposta poteva essere ricollegata a:
1) - Un eccessivo periodo
di
allenamento;
2) - Mancanza dell’adeguato
recupero tra una sessione e
l’altra;
3) -
Superallenamento;
4) - Carenza di qualche
nutriente specifico;
Ebbene, oltre a questi
punti e parametri, oggi ne prendiamo in considerazione un altro:
5) – IL RITMO BIOLOGICO
La cronobiologia è la
scienza che studia la relazione che c’è tra i fenomeni
atmosferico-metereologici e i fenomeni biologici umani. Facendo
un esempio, se potessimo scegliere la parte della giornata in
cui preferiremmo andare in palestra, a scanso di lavoro ed altri
impegni fissi della settimana, ognuno di noi sceglierebbe un
periodo diverso in base alle proprie sensazioni e
caratteristiche. Difatti, alla domanda: Quando è meglio andare
ad allenarsi? Non può avere una risposta precisa, in quanto
questa è soggettiva. Alcuni “carburano” meglio la mattina,
appena alzati, altri il pomeriggio, quando hanno fatto il pieno
di energia, altri la sera, che si sentono carichi avendo il
bisogno di scaricare anche le tensioni accumulate durante la
giornata. Si capisce che, il nostro organismo, reagisce in modo
differente a seconda delle ore del giorno in cui ci troviamo a
svolgere una determinata attività.
LE PERIODICITA’:
a) - IL RITMO CIRCADIANO: è
la periodicità, in cui si ha il massimo delle risorse
giornaliere.
b) – IL RITMO ULTRADIANO: è
quello inferiore alle 20 ore (ad esempio la fase del sonno)
c) – IL RITMO CIRCALUNARE:
è quello a cadenza quadrisettimanale.
Difatti da studi
effettuati, si è riscontrato che ognuno dei nostri apparati,
organi e cellule, hanno una loro ben precisa “taratura” che
potremmo forse definire quasi… all’incirca mensile.
I
BIORITMI MENSILI
I principali bioritmi
mensili sono di diversa natura:
1) - Di origine fisica, si
dice quello di 23 giorni,
2) – Di origine emotiva, si
dice quello di 28 giorni
3) - Di origine
intellettiva, si dice quello di 33 giorni.
A regolare in modo preciso
l’orologio biologico umano è l’ipotalamo, posizionato al di
sotto della corteccia cerebrale e svolge svariate funzioni.
IL RITMO CIRCADIANO
Ma cerchiamo di
approfondire meglio il ritmo circadiano, che forse è quello che
più ci potrebbe interessare. Le funzioni che interagiscono con
il ritmo giornaliero (circadiano) sono diverse, ed interessano
tutti i processi naturali e fisiologici del nostro organismo,
dove raggiungiamo un maggior picco per quanto riguarda il
livello di attenzione, di destrezza e coordinazione motoria, di
temperatura corporea (la minima, pare, ad es., che si registri
intorno alle 6 del mattino e la massima, intorno alle ore
16,00). Durante la giornata si ha anche una variazione nella
produzione di ormoni e quindi della forza, delle scorte di
glicogeno, delle fasi respiratorie, dei liquidi nel sangue e
naturalmente anche a livello del sistema nervoso centrale.
Per fare un semplice
esempio e tentare di capire ancora meglio cosa sono e come si
manifestano i ritmi circadiani, basta pensare ad un allenamento
effettuato dopo una o più notti passate insonni: sfido chiunque
a dare il massimo e sentirsi bene! Difatti, oltre allo
sfasamento dei processi fisiologici elencati poc’anzi, si hanno
delle ulteriori conseguenze, per cui l’allenamento diventa
oltremodo più faticoso. Difatti, la mancanza di sonno
interferisce sulle capacità di risposta del sistema nervoso, con
conseguente perdita di precisione nei movimenti e rallentamento
di questi… e quindi anche con un conseguente aumentato dispendio
energetico. Ed ecco che, trovatici in questa situazione, una
volta riconosciuta, sarà utile impostare l’allenamento di quel
dato giorno in modo che non sia troppo stressante fisicamente e
assolutamente non impegnativo psicologicamente. Evitando quindi
in questo modo che l’allenamento… invece di divenire
controproducente, soprattutto a livello mentale, (difatti quando
non riusciamo ad esprimerci come vogliamo, ce ne accorgiamo
intimamente e restiamo turbati per tutto il resto della
giornata) sia sempre un “motivo allenante”. Si preferiranno
naturalmente, quelle esercitazioni dove i gesti specifici sono
semplici e non eseguiti in velocità o con particolare forza.
Studi effettuati da
ricercatori e scienziati, hanno messo in evidenza che:
1) Il tempo di reazione a
stimoli visivi o uditivi presenta un picco tra le 16 e le 18 in
corrispondenza dei massimi valori di temperatura corporea. Si
dice che per ogni grado centigrado di aumento della temperatura,
la velocità di conduzione nervosa aumenta di 2,4 m/s.
2) Il massimo livello
delle capacità cognitive e di lavoro intellettuale, nonché la
precisione del gesto, si registra al mattino.
3) La forza esplosiva e
forza massimale presentano il livello più alto nel periodo
compreso tra le 16,00 e le 18,00.
4) Le capacità
metaboliche, sia aerobiche che anaerobiche, risultano più
elevate nel tardo pomeriggio quando si notano i valori massimali
di consumo di ossigeno, di ventilazione polmonare, di gittata
sistolica e di portata cardiaca. Si dice che in questa fase
della giornata risulta più elevata la resistenza di un atleta ad
un lavoro costante ad alta intensità, nonché la capacità di
produrre lattato.
I fattori che influenzano i
ritmi circadiani sono prevalentemente esterni, il più importante
è l’alternarsi del giorno e della notte. Non a caso, la maggior
parte delle attività dell’uomo si svolge fino a che vi è luce e
si arresta al calar del sole. Abbiamo riprova di questo orologio
biologico, quando ci dobbiamo spostare in un luogo dove c’è un
fuso orario diverso, soprattutto se di 10-12 ore.
Automaticamente ed in modo
del tutto naturale, questo particolare orologio, si
risincronizzerà sull’alternanza di luce e di buio, facendoci
tornare all’abitudine di essere attivi di giorno e più rilassati
alla sera, anche in un'altra parte del mondo. Chiaramente la
risincronizzazione non avverrà in 24 ore, ma ci vorrà da un
minimo di 2-3 giorni ad un max di 8-9 giorni. Questi particolari
studi sono molto importanti in campo sportivo: soprattutto se
dobbiamo affrontare delle trasferte in un altro continente. In
questo caso per esempio, oltre ai fattori tecnici di rifinitura
ed alle strategie, dovremmo adesso osservare anche i tempi
giusti per riportare l’organismo alla normale funzionalità
fisiologica.
Questi brevi cenni sui
ritmi biologici dell’organismo, dovrebbero averci fatto capire
il motivo per cui una persona si senta meglio in alcune parti
della giornata (mattino, pomeriggio o sera) e per ribadire,
ancora una volta, quanto sia complessa la nostra macchina e che
non dovremmo mai smettere di “alimentarci” di informazioni e
nozioni sul nostro organismo, per meglio interpretare i
“campanelli di allarme” che ci invia in determinati stati e,
quindi, trovare le possibili risposte e ripristinare il tutto.
Chiaramente, non solo per una massima ottimizzazione
dell’allenamento… ma anche e soprattutto per il suo contenitore…
che è la vita di tutti i giorni. |