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La Thailandia confina Nord e ad Ovest con il Myanmar (Birmania), a Nord-Est con il Laos, ad Sud-Est con la Cambogia ed a Sud con la Malesia. I suoi 2710 km di coste sono bagnati ad Ovest dal Mar delle Andamane (Oceano Indiano) ed a Est dal Golfo del Siam a sua volta contiguo al Mar Cinese Meridionale. I rilievi montuosi della parte occidentale del Paese lasciano il posto, man mano che si scende verso sud, alla foresta pluviale, particolarmente fitta nella penisola di Malacca. Il fiume Mekong segna il confine della Thailandia con il Laos mentre il Menam (Chao Phraya) raccoglie le acque provenienti dalla zona pedemontana per poi sfociare nel Golfo di Thailandia.
Il gruppo etnico principale è quello thai
(98,9%), seguito da quello cinese (0,9%) e da altri minori
(cambogiani, indiani, lao, mon, malesiani e vietnamiti). Più di
750.000 persone appartenenti a 11 diversi gruppi tribali vivono nel
nord del Paese; la tribù più numerosa è quella dei Korens (300.000
persone circa).
Poichè il suo territorio si sviluppa maggiormente in senso verticale abbracciando ben 16° di latitudine, la Thailandia ha probabilmente il clima più vario di tutto il Sud-Est asiatico. Il clima della Thailandia, infatti, è influenzato dai monsoni che generano tre stagioni meteorologiche al nord, all'est ed al centro, e due sole al sud. Abbiamo quindi in tutta la Thailandia centrale, settentrionale ed orientale una stagione fredda (per modo di dire!) che va da metà ottobre/inizio novembre a gennaio (ma con clima sempre caldo secco e sere fresche, in casi eccezionali con temperature inferiori anche ai 15°C), una stagione calda che va da febbraio ad aprile/maggio (con temperature anche oltre i 40°C e alto tasso di umidità ma ancora senza piogge) e una stagione delle piogge, con caratteristiche diverse a seconda delle diverse regioni, che inizia a giugno per terminare a ottobre inoltrato. Nelle zone meridionali non esiste una vera e propria stagione fredda poichè si passa subito da quella delle piogge a quella calda dal momento che il monsone che soffia sulle regioni che si affacciano sul Mar delle Andamane fa sì che le piogge terminino un paio di mesi dopo rispetto al resto del Paese (novembre/metà dicembre). Per vari motivi legati all’ubicazione della
penisola indocinese, esistono in diverse regioni della Thailandia
molti microclimi che le differenziano dal contesto generale prima
descritto: ad esempio, a Ko Samui (isola particolarmente
esposta a venti di origine tifonica nei mesi di ottobre/novembre)
nei primi mesi dell’anno fa comunque molto caldo ma spirano forti
venti che rendono il mare sempre piuttosto mosso e poco limpido,
soprattutto nelle spiagge che danno sul Mar Cinese Meridionale.
I turisti italiani devono mettere avanti
l'orologio di 6 ore al momento del loro arrivo in Thailandia (quando
in Italia sono le 12 in Thailandia sono le 18), di 5 ore durante il
periodo in cui è in vigore l’ora legale.
Lingua ufficiale della Thailandia è la lingua
thai, mentre in alcune zone si parla anche il cinese e il malese.
Diffuso l’inglese ampiamente parlato soprattutto a Bangkok e nelle
località turistiche dove non è raro trovare personale locale che
parla un po’ di italiano.
La religione ufficiale è il Buddhismo
Theravada, professato da circa il 95% della popolazione e
introdotto nel Paese nel 329 a.C. Il Buddhismo esercita una forte
influenza nella vita quotidiana del popolo thailandese e i monaci
sono figure molto rispettate. In Thailandia c’è però una
grande tolleranza religiosa che permette la pacifica
convivenza di altre fedi come l'islamismo (4%), il cristianesimo
(1%) e l’induismo.
La Thailandia, conosciuta fino al 1939 come Siam, ha una lunga storia: risulta infatti che la valle del Maekhong e l'altopiano del Khorat fossero già abitati ben 10.000 anni fa da un popolo molto evoluto che potrebbe addiritttura aver originato le varie etnie asiatiche. Tra il VII ed i XIII sec. d.C. l'intera regione venne riunita sotto l'influenza del regno khmer di Angkor, poi respinto nell’attuale Cambogia dai principi Thai dando vita al periodo d’oro denominato “Sukhothai” (1238 d.C.), seguito dal periodo di Ayuthaya durante il quale l'economia subì un forte impulso grazie ai contatti con i mercanti Portoghesi, Olandesi, Inglesi, Danesi e Francesi che fecero la loro comparsa nel Siam tra gli anni 1605 e 1662. Nel 1782 salì al potere Chao Phaya Chakri con il titolo di Rama I che portò definitivamente la capitale a Bangkok. La Thailandia moderna iniziò però con Rama IV, il Re Mongkut, che avvicinò il Paese agli standard occidentali dell'epoca e strinse numerosi accordi commerciali con i partners occidentali. La successiva ascesa al trono di suo figlio Rama V Chulalongkorn portò alla definitiva civilizzazione della Thailandia: venne abolita la schiavitù, istituito un nuovo codice legale e si perfezionarono numerosi rapporti commerciali, politici e militari con i principali paesi occidentali. Il regime monarchico durò fino al 1932 quando un colpo di stato impose al re una costituzione e un parlamento. Pridi Phanomyong, ispiratore del movimento, venne però esautorato dai militari, che lo consideravano troppo di sinistra e solo nel 1944 egli riuscì a ritornare al potere. Fra gli anni 1932 e il 1958 si succedettero ben
sette colpi di stato e sei costituzioni, che non fecero che
rafforzare l'oligarchia militare al potere e alimentarono la
crescita dell'opposizione interna che culminerà nella
rivolta degli studenti dell'ottobre 1973 durante la quale
vi furono oltre 350 morti e un migliaio di feriti.
Attualmente la Thailandia è una monarchia costituzionale: dal 1946 è al potere il re Bhumibol della dinastia Chakri e i militari, pur mantenendo una posizione privilegiata, sono stati affiancati da politici eletti democraticamente. Il Primo Ministro, attualmente Th. Chinnawat, è designato tra i 500 membri della Sapha Phuthaen Ratsadon (Camera dei Deputati). I membri di quest’ultima, eletti ogni 4 anni, compongono l’Assemblea Nazionale in unione con il Senato.
Nonostante nel 1976 sia stata attuata una vasta riforma agraria che interessa soprattutto la pianura centrale, dove maggiori sono le sperequazioni, la maggior parte della popolazione thailandese (60%) vive di un’agricoltura di pura sussistenza basata sulla coltivazione del riso, della canna da zucchero e del mais. A nord del 17° parallelo importanti risorse sono offerte dal legno pregiato (tek) e dal tabacco mentre nel Chautaburi, accanto alla produzione tipica del pepe, è fiorente l’allevamento di bovini e suini. Più variata l’economia della regione peninsulare dove, alle tradizionali coltivazioni del riso e della canna da zucchero, si affiancano i prodotti della pesca. L’industria manifatturiera, concentrata introno alla capitale, contribuisce a costituire circa la metà delle esportazioni complessive. Tra le risorse minerarie ricordiamo lo stagno e il tungsteno; considerevoli giacimenti di lignite e di gas naturali costituiscono buona parte delle fonti energetiche del Paese essendo di gran lunga inferiore la produzione del petrolio. La bilancia commerciale è comunque generalmente in passivo e le perdite sono solo in parte colmate dalle entrate derivanti dal turismo. |